Il terreno

Il substrato dove vegeta una pianta, sia essa in vaso o in piena terra è, in un certo senso, il suo mondo. Il terreno è un insieme di elementi e di organismi che sono in grado di fornire alla pianta tutto quello di cui ha bisogno, ad eccezione dell’energia che, invece, arriva dal sole e viene utilizzata tramite la fotosintesi clorofilliana.
Il terreno è l’ambiente in cui la pianta nasce e nel quale crescono e si sviluppano le sue radici che la terranno in piedi per tutta la vita.
Le radici più giovani, quelle ricoperte di peluria, sono quelle che hanno il compito di assorbire, mentre quelle vecchie, sorreggono la pianta. Oltre ad assorbire nutrienti, le radici, come tutti gli altri organi della pianta, hanno anche il compito di respirare, è per questo motivo che il terreno deve essere ricco di ossigeno.

Il terreno ha diverse caratteristiche da prendere in considerazione, dal punto di vista chimico abbiamo il pH e la quantità di humus; avremo terreni più o meno acidi e ricchi o meno di sostanza organica, ogni pianta del nostro giardino ha un pH preferito che dobbiamo cercare di rispettare.
Un terreno molto alcalino blocca il ferro e lo rende inutilizzabile da parte di molte piante, quindi, se la nostra pianta predilige terreni acidi (acidofile) ma non abbiamo un terreno adatto, dovremo preoccupaci di somministrare ferro.

Le caratteristiche fisiche del terreno influenzano soprattutto la disponibilità di acqua e aria, il terreno ha infatti una tessitura ben determinata che è data dalla dimensione delle particelle delle quali è composto. A parte uno scheletro formato da pietre grandi, avremo, in ordine decrescente di grandezza, sabbia, limo e argilla in percentuali diverse; in base a tali percentuali distinguiamo terreni dalle proprietà diverse.

L’argilla è caratterizzata da piccole dimensioni e proprio per questo riesce a trattenere l’acqua e a farla risalire per capillarità; riesce inoltre a scambiare con le radici una grande quantità di elementi nutritivi.
La sabbia, invece, è più grossolana e non trattiene l’acqua ma, grazie agli spazi più grandi che si formano tra un granello e l’altro, riesce ad ospitare l’ossigeno per far respirare le radici.
Quando prepariamo un substrato per i nostri vasi, dobbiamo tenere presente le caratteristiche delle piante che vi devono vegetare: una pianta che non ama i ristagni di acqua dovrà avere più sabbia e scheletro nel suo substrato. Viceversa, per una pianta che ha bisogno di molta acqua, opteremo per un substrato più ricco di argilla e sostanza organica.
La sostanza organica è un elemento importante che, oltre a fornire nutrimento alle radici, conferisce all’argilla delle caratteristiche particolari che le permettono di aggregare le particelle e lasciare spazio per l’aria.

Il terreno fornisce alla pianta anche micro e macro elementi. I più importanti (per questo detti macro) sono l’azoto, il fosforo ed il potassio e, in misura minore, lo zolfo, il magnesio ed il calcio.
L’azoto non viene trattenuto facilmente dal terreno, viene quindi lavato via dall’acqua andando ad inquinare le falde acquifere. Il fosforo ed il potassio vengono, invece, trattenuti e quindi possono essere somministrati prima di mettere a dimora una pianta e miscelati con il terreno per essere sempre a disposizione delle radici.
Il componente principale dell’aria che respiriamo è proprio l’azoto, ma sfortunatamente sono poche le piante che riescono ad utilizzarlo sotto forma di gas. Le leguminose (come fave, fagioli, piselli, ceci ecc.) sono fra queste “privilegiate”, ed è questo il motivo per il quale vantano un alto contenuto proteico.
L’azoto è infatti uno dei componenti principali delle proteine e la pianta ne a bisogno per svilupparsi; sarà quindi nostro compito somministrarlo nei momenti in cui cresce, facendo però attenzione a non immetterlo in anticipo per evitare che venga dilavato dalle piogge, o in quantità eccessiva perché la pianta crescerà troppo e sarà delicata.
In conclusione, quando prepariamo un vaso per ospitare una pianta, dobbiamo utilizzare il terriccio adatto alle sue esigenze: dobbiamo sapere se è una pianta che ama il terreno sciolto o più compatto, acido o basico, più o meno ricco di sostanze organiche.

Indipendentemente dal tipo di terreno, è buona norma mettere sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa che faccia scendere l’acqua e che renda quindi l’ambiente delle radici ricco di ossigeno.
Ci ricorderemo, quando stabiliremo ogni quanti giorni annaffiare, che più è sabbioso il terreno, meno acqua e nutrimento trattiene; viceversa, più è argilloso, più a lungo l’acqua sarà tenuta a contatto con le radici.
N.B.: altra caratteristica dell’argilla da non sottovalutare è che se viene calpestata quando è bagnata, si compatta rendendo il terreno asfittico.

Articolo scritto dalla Dott.Agr. Sara Sacerdote pubblicato nella rivista “L’idea